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giovedì 21 novembre 2013

ARTE - Auguri a René Magritte, 115 anni oggi!


 Tanti auguri a “le saboteur tranquille” René Magritte, nato il 21 novembre 1898.

René Magritte, Le chateau des Pyrénées, 1959


Il suo Surrealismo ci incanta con immagini silenziose eppure così ricche di significati. Dietro la sottile superficie della sua pittura, il mistero indefinibile della realtà.
Al di là dell’apparenza fenomenica c’è la realtà noumenica, che non ci è dato vedere, ma di cui dobbiamo conoscere l’esistenza. Questo il grande messaggio delle avanguardie storiche: non soffermiamoci sulla superficie ingannevole delle cose, ma ricerchiamone l’essenza, la verità inafferrabile che sta al di là di essa.
Magritte insinua in noi il dubbio, sradica le più basilari certezze attraverso immagini oniriche, apparentemente innocue, ma in realtà ambigue e polivalenti, in cui significato e significante si trovano in contraddizione.

«È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra che egli prende per un serpente» (Schopenhauer).


René Magritte, Les amants, 1928


JessB

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lunedì 18 novembre 2013

FOTOGRAFIA - Tanti auguri a Louis Daguerre!

Luois Daguerre, L’Atelier dell'artista, 1837, dagherrotipo


Tanti auguri a Luois Daguerre, artista, chimico e fisico francese, inventore del dagherrotipo: il primordio della fotografia.
Dal 1824 Daguerre inizia a fare esperimenti per riuscire a fissare l'immagine ottenuta attraverso la camera oscura e tredici anni dopo riuscirà a mettere a punto la tecnica che prenderà il suo nome: la dagherrotipia.
È soprattutto la sua esperienza come chimico a permettergli di portare a maturazione questo processo. In particolare utilizza una lastra di rame a cui applica una sottile foglia di argento lucidato. Quest’ultima, posta sopra a vapori di iodio reagisce formando ioduro d'argento. Segue l'esposizione alla camera oscura dove la luce rende lo ioduro d'argento nuovamente argento in modo proporzionale alla luce ricevuta. L'immagine non risulta visibile fino all'esposizione ai vapori di mercurio. Un bagno in una forte soluzione di sale comune fissa, seppure non stabilmente, l'immagine.
Nel 1837 la tecnica è sufficientemente matura da produrre una natura morta di un certo pregio.
Da questo momento in poi la dagherrotipia ottiene un notevole e rapido successo, permettendo a chiunque di riprodurre fedelmente l'ambiente circostante. Doveva sembrare una specie di miracolo!
Tra i soggetti inizialmente predominano i paesaggi e le nature morte, soprattutto a causa dei lunghi tempi di esposizione necessari, ma con l'affinarsi del procedimento e la realizzazione di obiettivi luminosi cominciarono a spopolare anche i ritratti e si tentò persino qualche timido scatto di fotogiornalismo.
Se pensiamo alla quantità imbarazzante di fotografie che ognuno di noi produce oggi… pensando a Daguerre sembra davvero di parlare di preistoria!